LOGISTICA E INNOVAZIONE

Anche nella logistica, l'adozione di tecnologie avanzate non è più un'opzione, ma un percorso da coltivare necessariamente per far sì che il Sistema Paese faccia passi avanti sulla competitività. In questo articolo facciamo il punto della situazione, in modo da avere una fotografia attuale degli impatti e delle prospettive dell’innovazione in campo logistico.

Se parliamo dello strumento che forse più di tutti sta rivoluzionando non solo questo ambito, ma praticamente ogni settore economico e sociale, cioè l'Intelligenza Artificiale, possiamo dire senza dubbio che il suo contributo alla ridefinizione della logistica comincia ad essere determinante. Con l’IA infatti è già possibile ottimizzare percorsi, previsioni della domanda e gestione degli stock e la sua applicazione è in crescita, ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Secondo un recente studio dell'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, l'IA è applicata nel 19,4% delle imprese italiane nei settori legati a produzione e logistica. E se le grandi aziende, ossia quelle con oltre 250 dipendenti, mostrano un incremento significativo con il suo utilizzo, passando dal 24,1% al 32,5%, ancora solo il 7-18% delle PMI italiane ha avviato progetti di sperimentazione con l'IA.

Ciononostante, secondo il presidente di ANSI Andrea D’Angelo, che è più volte intervenuto sul tema, “non è pensabile trascurare il ruolo delle persone e dei lavoratori nel processo di diffusione e adozione di modelli di Intelligenza Artificiale: occorre spingere nella prospettiva di una piena sostenibilità ambientale e sociale. Oltre a mantenere ben salda questa centralità del fattore umano, poi, è cruciale offrire una guida ed un supporto concreto alle aziende che investono sull’IA”.

Per quanto riguarda la digitalizzazione documentale, la percentuale di imprese che utilizza documenti di trasporto elettronici si attesta in questa fase sul 35%, con un risparmio potenziale per l’Italia stimato in 18 miliardi di euro e dovuto a fattori come il minor impiego di materiali e la riduzione dei tempi di archiviazione.

D’altro canto, secondo recenti statistiche, solo il 36% delle aziende logistiche italiane si dichiara pronto alla logistica “smart”. In ogni caso, le imprese riconoscono i vantaggi della digitalizzazione e tra i benefici attesi si possono citare l’efficienza (83%), il miglioramento del servizio (82%), la riduzione dei costi (82%) e la flessibilità (80%).

In generale, sul fronte degli investimenti McKinsey rileva che, dalla pandemia ad oggi, l’87% delle imprese ha mantenuto o aumentato le risorse destinate all’innovazione tecnologica e il 93% prevede di realizzare un ulteriore incremento nell’immediato triennio.

Venendo alle competenze, la formazione digitale nel settore della logistica si mostra in crescita: per l’Osservatorio Tack TMI Italy, la richiesta di attività formative nel comparto è aumentata del 66% e riguarderà circa 2,1 milioni di lavoratori nei prossimi anni. Se guardiamo alla situazione complessiva, in Italia solo il 45,8% della popolazione possiede competenze digitali di base, contro una media europea del 55,6%. Uno degli elementi fondamentali per capitalizzare i benefici dell'innovazione è dunque la formazione del personale sugli strumenti digitali. A questo proposito, la digitalizzazione della supply chain richiede non solo software, ma anche un profondo cambiamento culturale e un'adeguata preparazione delle risorse umane.

È necessario inoltre che, parallelamente allo sviluppo dei modelli tecnologici aziendali, si investa in modo strutturato sulla cybersecurity, mettendo a terra solidi percorsi di formazione all’interno delle aziende. A sottolineare l’urgenza di questo cambio di paradigma sono dati ormai noti, come quello citato nel Rapporto Cyber Index PMI 2024 di Confindustria e Generali, secondo cui solo il 15% delle PMI italiane ha adottato con efficacia mezzi e strategie per contrastare i rischi legati ai cyber attacchi.

 

Tornando agli strumenti innovativi, i benefici derivanti da un loro corretto ed efficiente utilizzo si concretizzano in risultati come il taglio dei costi amministrativi e di quelli di deposito. Le aziende che investono in tecnologia arrivano ad aumentare la produttività, a garantire un cambiamento sostenibile e a rafforzare l'efficienza.

“Per le aziende che hanno intrapreso la strada dell'innovazione – aggiunge il presidente D’Angelo - lo scenario inizia ad essere incoraggiante, ma c’è ancora tanto da fare ed è imprescindibile un impegno congiunto di tutti gli attori del settore. Come associazione, lavoriamo ogni giorno per promuovere la cultura dell'innovazione e facilitare l'accesso a strumenti e conoscenze, oltre che per stimolare la collaborazione. Il futuro della logistica italiana è digitale, sostenibile e interconnesso: è nostra responsabilità collettiva costruire questo futuro per garantire competitività, efficienza e un impatto positivo sul Sistema Paese”.

Per concludere, l’innovazione tecnologica nella logistica italiana è già in corso ma presenta una diffusione ancora limitata. Gli investimenti e i benefici potenziali sono elevati, tuttavia la vera sfida risiede nella formazione delle risorse umane e nell’aumento delle competenze digitali. Solo così si potrà sfruttare appieno il valore di questo apporto, continuando a trasformare il settore in un motore sostenibile ed efficiente per l’economia nazionale.