Abbiamo più volte ribadito il ruolo della logistica integrata, architrave del Paese che tiene insieme i flussi dell’economia. Magazzini con interi segmenti automatizzati, consegne sempre più immediate e reti globali che si adattano in breve tempo alle tensioni geopolitiche: dietro l’apparente semplicità di un prodotto che arriva a casa c’è un settore che cambia volto giorno per giorno e che attira capitali.
Infatti, secondo una delle ricerche più recenti di Cushman & Wakefield, citata dal Sole 24 Ore, in Europa gli investimenti nel comparto logistico sono aumentati del 28% nei primi sei mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, andando oltre i 43 miliardi di euro. Una delle ragioni risiede nel fatto che la logistica viene vista dagli investitori come un settore sicuro.
Anche in Italia i numeri parlano chiaro: secondo l’analisi del Team Research di Dils, nonostante le incertezze macroeconomiche, nel primo semestre 2025 gli investimenti nel settore logistico hanno raggiunto 785 milioni di euro, segnando un aumento del 61% rispetto allo stesso periodo del 2024. Solo nel secondo trimestre, i volumi di investimento hanno toccato 141 milioni di euro.
Si punta anche sugli aspetti infrastrutturali. L’introduzione di sensori e tecnologie IoT ha permesso di trasformare i magazzini in ambienti intelligenti, in grado di monitorare lo stato delle merci e ottimizzare i flussi in tempo reale. L’automazione ha accelerato le operazioni di smistamento e ridotto errori e tempi morti, mentre l’analisi predittiva e l’Intelligenza Artificiale offrono oggi strumenti per prevedere picchi di domanda, ottimizzare rotte e diminuire sprechi.
Secondo il presidente Andrea D’Angelo: “Il settore della logistica sta attraversando una trasformazione senza precedenti e le aziende sono chiamate a compiere scelte strategiche chiare. Gli investimenti in piattaforme digitali, automazione dei processi, sistemi predittivi e analisi dei dati consentono alle imprese di anticipare i cambiamenti del mercato, aumentare la produttività e ridurre le inefficienze. È un passaggio indispensabile anche per assicurare la competitività in un mercato sempre più interconnesso”.
La sfida è garantire che queste innovazioni coinvolgano tutte le modalità di trasporto in modo coerente: non basta elettrificare un segmento, serve un’infrastruttura interoperabile che permetta a scali marittimi, ferrovie e trasporti su strada di collaborare, e di farlo su standard comuni sempre più sostenibili.
Questa trasformazione richiede anche modelli di business nuovi: investire in innovazione, digitale e modernizzazione non è più una scelta facoltativa, ma una condizione necessaria, come sottolinea il presidente D’Angelo: “In un contesto in cui commercio globale, tecnologia e sostenibilità si intrecciano, la logistica diventa la piattaforma strategica del sistema produttivo. E gli investitori sembrano averlo capito”.