LOGISTICA E MULTICULTURALITÀ

Lo scenario italiano evidenzia un contributo molto significativo dei lavoratori stranieri all’economia nazionale. Secondo il Rapporto 2025 sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, il personale con cittadinanza non italiana, pari a 2,51 milioni di unità, rappresenta il 10,5% della forza lavoro complessiva e apporta 177 miliardi di euro al PIL, ovvero il 9% del valore aggiunto totale prodotto dall’occupazione in Italia. In questo quadro, la logistica e i trasporti emergono come settori altamente permeabili dal punto di vista sociale, caratterizzati da una marcata presenza di lavoratori stranieri o con background migratorio. Le aziende associate ad ANSI vivono da vicino questo fenomeno: le flotte hanno alte percentuali di lavoratori stranieri e la componente multietnica diventa così un fattore che fa la differenza in termini di ricchezza culturale e valoriale.

Questa dinamica favorisce processi reali di integrazione e mobilità interna alle aziende, con le imprese della logistica che si pongono come veri e propri terreni di inclusione, di progresso sociale ed economico. In numerose realtà, infatti, è frequente trovare cittadini non italiani in ruoli di coordinamento o con responsabilità sindacali.

Dati recenti confermano questo trend di multiculturalità nel settore: circa il 26% delle nuove assunzioni nella logistica italiana riguarda cittadini stranieri. Questo scenario, inoltre, si associa ad un orizzonte di innovazione e crescita, grazie anche all’investimento in formazione tecnica e digitale, elementi considerati chiave per costruire una filiera logistica moderna, sostenibile e competitiva.

La presenza di manodopera straniera nel settore non è priva di sfide, ad esempio con riferimento alle difficoltà legate a barriere linguistiche e culturali. Per questo motivo, associazioni come Ansi promuovono corsi di formazione e di lingua, ma soprattutto canali di comunicazione interna multilingue attraverso cui veicolare tutte le informazioni sia di carattere operativo che sulla vita aziendale o sui servizi per i dipendenti.

Il presidente Andrea D’Angelo sottolinea come “la logistica italiana sia uno specchio della società multiculturale nella quale viviamo. Le nostre aziende rappresentano occasioni concrete di inclusione e crescita per chi, anche provenendo da lontano, contribuisce al nostro sviluppo”. E aggiunge: “Investire sull’inclusione non è solo una scelta etica, ma una leva fondamentale per la competitività del settore, capace di generare valore condiviso per le imprese e per l’intero Paese”.

Questi dati e testimonianze confermano come la logistica, oltre che un comparto produttivo, sia anche una palestra di inclusione sociale, dove la multiculturalità diventa un elemento distintivo e un fattore di successo.