È stato pubblicato pochi giorni fa il "Rapporto annuale sulla produttività 2025", curato dal Comitato Nazionale Produttività del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Si tratta di un'analisi, molto interessante anche nell’ottica della logistica integrata, dei dati riguardanti la produttività in Italia, messi a confronto con quelli dei principali partner europei e internazionali. Dal documento emerge che l'Italia ha accumulato un ritardo consistente nella crescita della produttività fin dalla metà degli anni Novanta, registrando un incremento medio annuo dello 0,2% tra il 1995 e il 2024, a fronte dell'1,2% nell'UE27. La fotografia della ripresa post-pandemica mostra una crescita spesso spinta più dall'aumento dell'occupazione in settori con valore aggiunto non elevato che da un reale potenziamento dell'efficienza produttiva. Varie le criticità alla base di questo quadro, come gli investimenti limitati nelle tecnologie digitali, la frammentazione di un sistema produttivo nel quale prevalgono le microimprese, i divari territoriali stratificati e le insufficienti competenze del personale.
Proprio sul punto della formazione, il presidente di ANSI Andrea D’Angelo ribadisce che “nel settore della logistica oggi sono sempre più determinanti le competenze trasversali, che vanno di pari passo con una formazione continua e costante. Ragion per cui, come Ansi – Logistica integrata, abbiamo messo il tema della formazione al centro, con un impegno quotidiano volto a rafforzare le competenze del personale non solo sotto l’aspetto tecnico, ma anche relazionale e – appunto - trasversale”.
Nello specifico, per ciò che attiene alla produttività nel settore della logistica e dei trasporti, uno dei focus del Rapporto è sulle infrastrutture, tra gli elementi cardine della coesione sociale e dello sviluppo economico. In Italia esistono, purtroppo, dislivelli ancora ampi sul piano territoriale, soprattutto tra Nord e Centro-Sud. Emergono, poi, dati come quello sulla crescita dell'occupazione al Sud nella fase post-pandemica, sostenuta anche dal comparto "Trasporto e magazzinaggio".
Per affrontare le sfide che riguardano la produttività, nel Rapporto vengono messe a punto varie raccomandazioni che contemplano anche richiami al mondo della logistica integrata. Ad esempio, si sottolinea l’esigenza di rendere operativa la riforma della filiera formativa tecnologico-professionale, potenziando sia gli ITS sia il raccordo con i corsi universitari, così come la definizione di una legge quadro sulle Piccole e Medie Imprese entro il 2026 per facilitare la crescita dimensionale e l'aggregazione, la semplificazione amministrativa, il miglioramento delle condizioni per avviare e gestire un'impresa e il potenziamento di investimenti e competenze. Dal punto di vista della logistica, il Rapporto evidenzia che alcuni tra i passi da fare si sostanziano nella creazione di un credito d'imposta per la formazione 4.0 nei settori chiave, inclusa la logistica intelligente e il consolidamento delle reti di innovazione, abilitando la partecipazione di microimprese, reti locali e lavoratori autonomi e creando presidi multiservizio, oltre che infrastrutture digitali e logistiche locali.
“Per il rilancio della produttività nel nostro Paese – conclude il presidente D’Angelo - è senz’altro condivisibile la scelta di un approccio sistemico e coordinato tra i diversi livelli di governo, con un'agenda integrata e fornita di strumenti e indicatori analitici per la valutazione e il coordinamento degli indirizzi".